Caffeina, la nostra "droga" mattutina
di Dario Bressanini [Le Scienze 455]
Consumato da milioni di persone ogni mattina, il caffè fa parte dello stesso gruppo di sostanze naturali della nicotina e della cocaina. Ma per fortuna è assai meno nocivo
Qual
è la sostanza, parente della morfina, che ogni mattina milioni di italiani
assumono per iniziare la giornata? No, non è uno scherzo: è la caffeina. Il
suo nome chimico completo è 1,3,7-trimetilxantina e appartiene al vasto gruppo
di sostanze naturali chiamate alcaloidi. A questo gruppo appartengono altre
sostanze famose, e tossiche, quali la nicotina e la cocaina. La maggior parte
degli alcaloidi ha un effetto fisiologico, e sin dall'antichità furono utilizzati
estratti di piante contenenti alcaloidi a scopo medicinale, o come veleni.
Fu l'alcaloide coniina nell'estratto di cicuta, per esempio, a uccidere Socrate.
Anche la caffeina è tossica, ma solo in grande quantità: la dose letale si
stima sia di circa dieci grammi, cioè l'equivalente di 100- 200 tazzine di
caffe'. La caffeina è uno stimolante del sistema nervoso centrale. Il corpo
però non la accumula, e se ne libera abbastanza velocemente. Le cellule nervose
confondono la caffeina con l'adenosina, grazie alla struttura chimica simile.
Quando l'adenosina si lega a un recettore in una cellula nervosa, causa sonnolenza.
La caffeina "inganna" la cellula legandosi ai recettori dell'adenosina, ma
senza creare sonnolenza.
La
"scoperta" del caffè si perde nella notte dei tempi. Secondo una leggenda,
l'arbusto cresceva selvatico in Etiopia. Un pastore ne scoprì gli effetti
osservando che le sue pecore non dormivano più dopo essersi cibate dei frutti
di quell'arbusto. Il caffè arriva a Venezia agli inizi del Seicento, e da
lì si diffonde in tutta Europa. La caffeina fu estratta per la prima volta
dai chicchi di caffè nel 1819. La stessa sostanza, isolata dalle foglie di
tè nel 1827, venne chiamata teina. Solo in seguito i chimici capirono che
teina e caffeina erano, in realtà, la stessa molecola. Molti saranno sorpresi
di sapere che la caffeina è una polvere cristallina bianca e amara, e non
è la responsabile dell'aroma e del sapore del caffè, che derivano da un'incredibile
miscela di sostanze complesse presenti nei chicchi, diverse da varieta' a
varieta'. è solo dopo la tostatura dei semi verdi, a temperature superiori
ai 200 gradi, che il caffe' acquista l'aroma e il colore a cui siamo abituati.
La tostatura altera drasticamente la composizione chimica dei
chicchi:
le proteine e gli zuccheri che vi sono contenuti reagiscono nella reazione
di Maillard, formando centinaia di composti volatili che donano al caffè tostato
il colore e l'aroma caratteristico. Ma allora, perche' il caffè decaffeinato
ha un sapore diverso? A causa del processo di estrazione della caffeina con
vari solventi dai chicchi ancora verdi. I solventi organici, quali l'acetato
di etile o il diclorometano, purtroppo estraggono anche parte delle sostanze
responsabili dell'aroma del caffe'. I processi moderni di decaffeinizzazione,
a base di acqua o di CO2, sono più attenti a non togliere dai chicchi
le sostanze responsabili dell'aroma. La caffeina non viene tolta completamente,
ma è ancora presente sino allo 0,1 per cento. Durante la preparazione del
caffè espresso, una piccola quantità d'acqua calda ad alta pressione viene
rapidamente a contatto con il caffè macinato, estraendone le sostanze aromatiche.
La
rapidità del processo fa sì che una tazzina di caffè espresso contenga meno
caffeina di una preparata con la caffettiera (circa 80 milligrammi contro
150). In più, a differenza di altri metodi di preparazione, un espresso contiene
sostanze grasse che creano minuscole goccioline di oli essenziali che si fissano
alla lingua e al palato e che donano all'espresso la tipica sensazione di
cremosita'. è per questo che il sapore dell'espresso persiste più a lungo
in bocca, e per toglierlo è più efficace il latte dell'acqua, per la maggiore
affinità con i grassi.

<< Home divulgazione