a) Ritengo che buona parte del mercato del lavoro (non solo in Italia) richieda in effetti una figura di laureato tecnico che puo' essere formata con un curriculum di 3 anni. Problem solving experience, mathematical skill, "computer oriented mentality" possono farsi in 3 anni (eventualmente il problema e' istruire i docenti attuali, sottoscritto compreso).
b) Ritengo altresi' che sia difficile mettere in serie un insegnamento di tale fatta con un insegnamento di tipo piu' basato sulle questioni non direttamente pratiche, ma di tipo fondamentale. Infatti una disciplina viene assimilata e intesa secondo il primo approccio ad essa, che lascia una traccia indelebile. Un esempio ben noto e' la differenza nell'apprendimento della Analisi Matematica tra chi non l'aveva mai vista prima (gli studenti del classico) e chi l'aveva gia' vista (gli studenti dello scientifico). E' risaputo che gli studenti del classico alla lunga colmano e superano l'handicap iniziale.teria ad un livello piu' alto (perche' erano piu' anziani e quindi piu' maturi ecc.).
c) La ricerca scientifica avra' bisogno ancora per alcuni anni di persone dotate e preparate sulle questioni istituzionali; le persone dotate esistono ancora, e sarebbero annoiate da un corso di tipo meramente tecnico. In piu' sarebbero costrette ad essere davvero eccezionali (come prima della istituzione delle scuole pubbliche) per poter formulare ed affrontare dei problemi degni.
d) Occorre selezionare gli iscritti fin dal primo anno: su richiesta, gli studenti si sottopongono ad una serie di test. Chi supera i test accede ad un iter scolastico personalizzato: integrazione delle lezioni accademiche, assegnazione di problemi da svolgersi sotto la guida di uno o piu' tutori, studio su opere di maggiore completezza e difficolta'.
e) Ad ogni anno accademico e' possibile richiedere l'accesso a questo cursus honorum, fatte le debite integrazioni di programma e superate le relative prove (test attitudinali). Con una certa flessibilita', e' possibile rientrare nel corso normale, cioe' percorrere il cammino inverso.
f) Non e' necessario sdoppiare i corsi per ottenere tutto cio'. Dato che le energie a disposizione sono fissate, e' forse opportuno stabilire un numero massimo di studenti aventi diritto a questo iter. Se tale numero fosse ad esempio il 10% del totale degli iscritti, il carico didattico aggiuntivo potrebbe stimarsi intorno al 30% (tenendo conto delle integrazioni con corsi gia' esistenti e del particolare impegno richiesto da un serio lavoro di tutoring). Questa stima evidentemente deve essere riveduta andando nel dettaglio.
g) Sarebbe opportuno stimolare l'accesso a questo canale anche offrendo delle borse di studio.