a) Struttura in parallelo , con alcuni corsi che hanno
una versione snella per i clienti del triennio, ed una versione più
completa per i clienti del quinquennio (Gorini diceva corsi asteriscati).
In linea di principio, dal punto di vista didattico questa
è la versione migliore. Per esempio, in un corso come Elettromagnetismo
il docente dovrebbe saltare alcune dimostrazioni nel corso snello, mentre
queste dovrebbero essere incluse nel corso completo. In una struttura parallela
ciò non crea problemi, mentre in una struttura sequenziale può
crearne. D'altra parte, la struttura parallela è molto demanding
in termini di manpower, e non è chiaro che il manpower sia sufficiente
anche tenendo conto che con la riforma ciascun docente dovrà fare
120 ore di lezione. Inoltre,adottare questa struttura in un contesto di
numero di studenti basso pare frustrante e dispersivo. Inoltre, ci sarebbero
difficoltà per gli studenti che, partiti per fare solo il triennio,
cambiassero poi idea.Infine, il corso snello e quello completo dovrebbero
essere dati da docenti diversi a causa del numero totale di ore, e questo
potrebbe essere uno svantaggio.
b) Struttura sequenziale.In altre parole, per alcuni corsi ci sarebbe un corso snello per tutti ed un corso di complemento per i clienti del quinquennio.In questo caso, i due corsi dovrebbero essere tenuti dallo stesso docente, ma questo è fattibile perchè il numero di ore totali è compatibile. Ho già accennato nel punto a) ad un problema didattico concernente la struttura sequenziale. Non ci sono invece problemi per gli studenti che cambiano idea e passano da un corso triennale ad uno quinquennale. Dal punto di vista della distribuzione di ore è il migliore per gli studenti e per il docente, perchè i due corsi (quello snello e quello di complemento)possono essere tenuti in periodi diversi dell'anno.
c) Struttura suggerita da Benza (tutor che segue gi studenti del quinquennio e suggerisce loro le cose da fare in più rispetto al corso snello).Ovviamente il tutorato dovrebbe essere svolto dallo stesso docente che impartisce il corso snello. Un punto importante è che queste parti additive a cura del tutor devono essere valutate alla stregua di lezioni frontali in modo che entrino nelle 120 ore del docente. Nel caso di questa scelta le lezioni complementari di tutoring dovrebbero svolgersi contemporaneamente al corso, e questo comporterebbe una concentrazione di lezioni che potrebbe essere gravosa per docente e studenti.
Tutto sommato, considerando i pro ed i contro sono favorevole alla struttura sequenziale (caso b)). In ogni modo, la cosa va discussa e valutata bene tutti insieme.